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Europa e Stati Uniti si comprendono davvero? Arriva Mind the Gap, il podcast che mette in dialogo le due sponde dell’Atlantico

Questo nuovo prodotto editoriale, che sarà disponibile in due versioni -italiana e inglese- nasce per colmare il divario tra percezione e realtà, aiutando europei e americani a comprendersi meglio al di là di stereotipi, semplificazioni e pregiudizi. Vi prendono parte membri del team di START InSight che risiedono negli Stati Uniti.
Melissa de Teffé, giornalista, esperta di politica americana e nostra corrispondente accreditata presso il Dipartimento di Stato USA
Andrea Molle, docente di relazioni internazionali alla Chapman University, nostro Senior Research Fellow ed esperto di violenza politica, estremismi e radicalizzazione

Conduce Chiara Sulmoni, presidente di START InSight

Mind the Gap – Episodio 1: L’America reale oltre gli stereotipi

Nel primo episodio di Mind the Gap, in occasione dei 250 anni dalla Dichiarazione d’Indipendenza, questa è la domanda centrale: quanto l’America che immaginiamo corrisponde all’America reale?

Il punto di partenza è la constatazione che gli Stati Uniti continuano a essere raccontati attraverso stereotipi e semplificazioni.

Da un lato esiste ancora una forte fiducia individuale nel cosiddetto American Dream: la convinzione che impegno, merito e sacrificio possano consentire a ciascuno di migliorare la propria condizione di vita. Dall’altro, emerge una crescente sfiducia collettiva verso le istituzioni, la politica e la capacità del sistema di garantire opportunità per tutti.

Tra le osservazioni più importanti emerse nel dibattito vi è la distinzione tra l’America come idea e l’America come realtà. Gli americani continuano in larga misura a credere nei valori fondanti del paese, ma mostrano una fiducia sempre più ridotta nelle istituzioni federali. Un dato emblematico: la fiducia nel governo federale è passata da circa l’80% negli anni Sessanta a meno del 20% oggi.

Un altro tema centrale riguarda la difficoltà, soprattutto in Europa, di comprendere la natura profondamente federale degli Stati Uniti. Secondo Andrea Molle, uno degli errori più frequenti è considerare l’America come un blocco uniforme, ignorando le enormi differenze culturali, sociali e politiche che esistono tra stati, regioni e comunità. Comprendere la tensione storica tra governo federale e stati è essenziale per interpretare molti dei conflitti politici contemporanei.

La conversazione affronta inoltre le conseguenze della perdita di fiducia nelle istituzioni: aumento dell’astensionismo, crescita del consenso verso posizioni politiche radicali e maggiore disponibilità, soprattutto tra alcuni segmenti della popolazione più giovane, a considerare legittimo il ricorso alla violenza politica. Un fenomeno che non riguarda solo gli Stati Uniti ma molte democrazie occidentali.

Particolarmente interessante è la riflessione sul presunto declino americano. Sia Melissa de Teffé sia Andrea Molle invitano alla cautela: nella storia degli Stati Uniti le previsioni di declino si sono ripetute ciclicamente, dalla guerra del Vietnam alla Guerra Fredda, fino all’ascesa della Cina. Eppure il paese ha spesso dimostrato una notevole capacità di adattamento e reinvenzione. Più che una fase di declino irreversibile, quella attuale viene interpretata come una fase di trasformazione profonda.

Le testimonianze raccolte tra cittadini americani rafforzano questa lettura. Pur riconoscendo divisioni e tensioni, molti continuano a identificare l’essenza dell’America nei valori di libertà, opportunità, iniziativa individuale e responsabilità personale che hanno accompagnato la nascita del paese.

In conclusione, il primo episodio di Mind the Gap propone una lettura dell’America lontana tanto dall’idealizzazione quanto dal catastrofismo. Gli Stati Uniti appaiono oggi come una nazione attraversata da profonde contraddizioni: fiducia negli ideali ma sfiducia nelle istituzioni, polarizzazione politica ma straordinaria capacità di adattamento, crisi ricorrenti ma persistente attrazione esercitata sul resto del mondo. Comprendere queste tensioni significa comprendere non soltanto l’America contemporanea, ma anche una delle forze che continuano a influenzare gli equilibri politici, economici e culturali globali.




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