Ucraina: è alle porte una nuova offensiva? Il punto di C. Bertolotti a RaiNews 24

Il commento del direttore C. Bertolotti a “In Un’ora – RaiNews 24” (Puntata del 19 aprile 2023).

Claudio Bertolotti, direttore di START InSight e ricercatore associato ISPI, qual è al momento la situazione sul campo in Ucraina?

La situazione è statica in termini di movimento del fronte ma terribilmente impegnativa per le truppe a contatto, così come lo sono le guerre d’attrito. Entrambi i fronti pagano il prezzo di una guerra logorante, in termini di mezzi, uomini e ancor più a livello morale, sebbene la Russia, almeno per quanto riguarda i numeri sul campo, continui a mantenere un significativo vantaggio tattico. Questo almeno fino a quando una delle due parti non dovesse avviare un’offensiva massiccia.

Ad oggi la Russia conferma la volontà di tenere il fronte Sud, rinforzando le posizioni occupate, ma lo sforzo principale è duplice e si concentra, da una parte, nell’Oblast’ di Luhansk (con l’obiettivo di spingersi poi verso ovest, nell’Oblast di Kharkiv, orientale e nel Donetsk settentrionale. In questo quadro si conferma primaria la conquista di Bakmut, che i russi utilizzerebbero poi come perno di manovra per la possibile successiva spinta in avanti a danno degli ucraini.

Putin ha visitato Bakhmut e Zelensky oggi era al confine con Bielorussia e Polonia. è alle porte una nuova offensiva?

Di offensiva, anzi offensive, si parla da tempo. Le condizioni sul terreno si stanno rendendo favorevoli all’impiego di mezzi corazzati pesanti che, in questi ultimi mesi hanno avuto un impiego limitato a causa del fango conseguente allo scongelamento del terreno. Maggio potrebbe essere il mese ideale per l’avvio di un’ipotetica offensiva, che avrebbe una finestra temporale molto ampia, sino alla fine dell’estate per essere avviata e portata a compimento. Questo vale per entrambe le parti, ma va detto che in termini numerici di uomini, mezzi e materiali la Russia è avvantaggiata rispetto agli ucraini.

Secondo il Financial Times Kiev alla riunione di venerdì a Ramstein chiederà in modo urgente missili terra aria. Che esito potrebbe avere la richiesta e come cambierebbero l’esito del conflitto?

Tutte le richieste di armi ed equipaggiamenti vengono presentate con carattere d’urgenza. Lo possiamo ben comprendere per una ragione di sopravvivenza dello Stato ucraino ma il rischio è che richieste di materiali davvero urgenti possano essere considerate alla stregua di quelle secondarie. Indubbiamente i sistemi missilistici servono per la difesa aerea, da incursioni russe o dal lancio di missili da parte di Mosca. Ma lo sono anche i carri armati di cui tanto si è parlato, che sono elemento imprescindibile per la condotta di operazioni offensive. Senza abbondanza di quelli non ci sarà una controffensiva risolutiva. Un aspetto è però rilevante in riferimento alla tipologia di equipaggiamenti: i missili terra aria servono per contrastare le incursioni aeree avversarie e per limitare il supporto aereo alle truppe russe in caso di offensiva. Questo aspetto potrebbe dunque essere letto come un segnale di grande preoccupazione da parte di Kiev in merito all’ipotesi di una massiccia offensiva russa che potrebbe sfruttare il potenziale aereo, ad oggi inespresso, e il lancio massiccio di missili balistici.

È notizia di oggi anche il possibile invio di armi da parte di Seul. Pensa sia possibile e anche in questo caso che impatto avrebbe sulla situazione sul terreno?

Sul terreno ci sarebbe maggior disponibilità di munizioni di artiglieria da parte di Kiev, e questo è un bene per un Paese che vuole difendersi da un’aggressione armata. L’ipotesi di rifornimenti militari da parte della Corea del Sud era emersa recentemente con la diffusione dei documenti classificati poche settimane fa. La notizia di oggi, se avrà seguito, è la conferma di un conflitto che si allarga in termini di platea, attori protagonisti e comprimari, di fatto chiamando in causa chi, sino ad oggi, ha cercato di non esporsi. Alleato chiave degli Stati Uniti e principale produttore di munizioni di artiglieria, la Corea del Sud ha finora cercato di evitare di inimicarsi la Russia in relazione agli interessi delle società russe che operano in Corea e dell’influenza di Mosca sulla Corea del Nord. Nonostante la ritrosia iniziale da parte di Seoul, l’assenso all’invio di armi all’Ucraina, sembra portare al necessario superamento di un’altra linea rossa.




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