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Ucraina: fronte statico, retrofronte agitato

Dall’intervento di C. Bertolotti a Rai News 24, In un’Ora, puntata del 19 giugno 2023.

La situazione è relativamente statica al fronte, dove non ci sono azioni risolutive o perdite o guadagni significativi, ma molto dinamica nel retrofronte dove la logistica russa ha subito importanti perdite con la distruzione di aree logistiche per lo stoccaggio e lo smistamento di carburanti e munizioni. Perdite di gran lunga superiori rispetto a quelle registrate al fronte.

Ora, se vogliamo concentrarci su quel fronte relativamente statico, la qualità degli equipaggiamenti e dell’addestramento ucraino sta bilanciando la quantità e i numeri russi che, almeno sulla carta, sono significativamente superiori.

Ma questa qualità che Kiev è riuscita a schierare sul campo di battaglia, deriva dalla volontà occidentale, e in primo luogo statunitense, di armare ed equipaggiare le forze armate ucraine. In questo senso, gli aiuti militari devono essere continui, costanti e garantiti sul medio periodo se si vuole che una qualche offensiva abbia un effetto positivo.

SITUAZIONE SUL CAMPO

In primo luogo mi preme sottolineare un aspetto primario, cioè che non dobbiamo limitarci a guardare il movimento tattico delle unità sul terreno, e in particolare al fronte, per farci un’idea di quello che potrebbe accadere. Al contrario, è sull’aspetto logistico che dobbiamo rivolgere la nostra attenzione, perché è attrave rso la lettura della capacità di approvvigionamento di carburante e munizioni, pezzi di ricambio e assistenza ai veicoli danneggiati, ma anche l’avvicendamento dei soldati al fronte, che avremo una fotografia di quello che i due eserciti potranno fare ed ottenere nelle prossime settimane. E la Russia sul piano logistico sembra essere molto sofferente, e questo non solo carenze strutturali, ma perché gli ucraini, prima e durante la loro serie di contrattacchi hanno colpito e distrutto molti importanti depositi logistici, con ciò ottenendo molto più di quanto non hanno ottenuto con gli attacchi frontali al fronte, distruggendo tonnellate di carburante e munizioni: insieme al centro logistico primario di Rykove, ricordiamo i centri logistici distrutti a Melitopol, Tokmak, Berdyansk, Lazurne e Shadovsk, e altri.

Un altro aspetto importante è la consistenza dell’azione sino ad ora condotta dall’Ucraina, che sembra inferiore alle effettive capacità.

L’avanzata ucraina, sino ad oggi, è stata lenta e onerosa, in termini di caduti sul campo e perdite di mezzi ed equipaggiamenti e le conquiste territoriali sono state molto limitate.

Ora, guardando ai tempi e ai modi di impiego delle truppe sul campo potremmo dire di essere nel momento maturo che precede una decisione importante per gli stati maggiori ucraini dopo aver saggiato la consistenza del sistema difensivo russo: continuare in azioni tattiche di questo tipo o scegliere per una pausa tattica per poi riorganizzare le forze di manovra per la successiva fase che potrebbe prevedere una nuova spinta offensiva o, in alternativa, il prolungarsi di una guerra di attrito e logoramento così come l’abbiamo conosciuta nell’ultimo anno e che sembra essere l’opzione più concreta e maggiormente probabile.

In questo scenario non dobbiamo poi dimenticare che anche la Russia, che è rimasta molto statica negli ultimi mesi, tolto il settore di Bakhmut, ha a disposizione le proprie unità di manovra che, nel frattempo si sarebbero riorganizzate anche in conseguenza del reclutamento di aprile che potrebbe rendere disponibili alcune centinaia di migliaia di soldati. Ed essendo la Russia in difensiva, almeno in questa fase, parte avvantaggiata perché può godere di maggiori protezioni per i propri soldati e, non da ultimo, ha preso esempio dall’Ucraina nell’impiego di piccole unità in funzione di contrasto all’avanzata degli attaccanti. Così come fecero i soldati di Kiev all’avanzare dell’armata russa nel febbraio-marzo dello scorso anno, oggi i russi si muovono con distaccamenti in grado di disturbare e rallentare i contrattacchi ucraini.