MIG3

Al via la nuova fase dell’offensiva russa (D+19)

di Fabio Riggi, Analista indipendente

A più di due settimane dall’inizio delle operazioni, appare piuttosto chiara la tendenza secondo la quale la campagna offensiva russa è entrata in una nuova fase.

Logoramento e attrito con “attacchi sistematici”

Dopo le prime grandi operazioni manovrate, e le penetrazioni in profondità attuate nella prima settimana dell’offensiva russa, ora molti indicatori mostrano come si sia aperta una nuova fase di logoramento e attrito. Le forze attaccanti non hanno mantenuto l’iniziale “momentum” del loro ritmo operativo, ma è dubbio che, come dichiarato dal ministero della difesa ucraino, abbiano del tutto “perso l’iniziativa”, perché in quasi tutti i settori esse continuano invece le loro azioni, che si sviluppano in tutta una serie di “attacchi sistematici”, tipici delle operazioni offensive contro posizioni fortemente organizzate a difesa, quali sono ormai quelle ucraine, senz’altro sorrette, queste ultime, da una ferma determinazione e una condotta abile dal punto di vista tattico. Dal canto loro, in molti e importanti settori gli ucraini continuano a reiterare la resistenza delle loro forze rimaste isolate nelle “sacche” venutesi a creare nella prima settimana di combattimenti, fattore che ha contribuito in modo determinante a smorzare lo slancio offensivo russo, complice, come già menzionato nei precedenti apprezzamenti, una relativa scarsità di forze da parte di questi per finalizzarne l’annientamento.

Confermati i cinque sforzi offensivi russi

Sono confermati i 5 sforzi offensivi russi: a Nord, lungo la sponda destra (ovest) del Dnepr, a nord-ovest e ovest di Kiev; a nord-est, in direzione del lato orientale dell’area di Kiev, ma con uno sforzo importante per ridurre il perimetro della sacca di Chernihiv. A est, nel settore di Kharkov, con un forte impegno a sud-est di questa, in direzione di Izium. A sud-est, nel settore del Donbass, dove avrebbero allargato il “land Bridge” tra quest’ultima regione e la Crimea e ridotto il perimetro di Mariupol; a sud, lungo il basso corso del Dnepr, dalla Crimea e in direzione di Odessa, ma con ormai quello che pare un nuovo asse offensivo in direzione nord-ovest, in direzione di Kryvyi Rih, importante snodo delle vie di comunicazione da e per la sponda destra (ovest) del Dnepr.

L’espansione russa in Ucraina (D+19)

Un finto attacco su Kiev e il supporto dell’intelligence occidentale

Nel settore nord di Kiev, gli attacchi condotti nei giorni 8-10 marzo dalle unità della 35a armata combinata russa, di entità pari a circa 5 gruppi tattici a livello battaglione (BTG) nell’area di Irpin, a ovest di Kiev, sono stati respinti, ma non è chiaro se si sia trattato di azioni dimostrative o di un reale tentativo di sfondamento, dal momento che il rapporto di forze, viste quelle contrapposte, pari ad almeno 2 brigate meccanizzate ucraine (14a e 72a) non era certo favorevole per l’ottenimento di un risultato decisivo. Inoltre, in questo settore gli ucraini hanno distrutto un ponte del genio gittato dagli avversari sul fiume Irpin, dimostrando ancora una volta una notevole capacità d’impiego del fuoco in azioni di interdizione su elementi del dispositivo avversario al di là della linea di contatto. Ancora una volta, è lecito pensare che il supporto di assetti ISR (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance) NATO/USA abbia giocato un ruolo importante in quest’azione. A est di Kiev, unità russe della 2a armata combinata della guardia (l’identificazione di questa unità, precedentemente indicata come “carri” è stata modificata in questi ultimi giorni), indicate come appartenenti alla 2a divisione corazzata della guardia e della 90a divisione corazzata, hanno condotto attacchi in direzione di Brovary, azioni che hanno portato a risultati parziali, con le avanguardie degli attaccanti che sono entrate nei sobborghi di quest’ultima località, ma avrebbero anche subito perdite rilevanti. In particolare, un attacco condotto il 10 marzo dal 6° reggimento corazzato della guardia (90a divisione corazzata), proprio in direzione di Brovary, è stato respinto con l’unità russa che ne è uscita notevolmente logorata. L’ultimo aggiornamento del 14 marzo riporta comunque pesanti combattimenti in corso ancora in quest’area, con le forze russe sempre in prossimità di Brovary. Le operazioni in questo settore sarebbero particolarmente importanti, poiché questa città rappresenta un importante crocevia di importanti strade. La M-03, che collega Kiev con Poltava e Kharkiv e poi con ll Donbass, mentre la E-95, conduce a nord, verso il confine bielorusso; se questi assi stradali venissero tagliati, le forze ucraine che ancora resistono nella sacca di Chernihiv-Nizhyn sarebbero irrimediabilmente isolate, mentre allo stesso modo la regione di Kiev sarebbe tagliata fuori dal resto dell’Ucraina orientale.

Settore nord-est: difesa a oltranza ucraina

Nel settore nord-est, direttamente collegato alle azioni in corso a est di Kiev, le unità russe della 1a armata carri della guardia, sono ancora pesantemente impegnate a contenere e ridurre la sacca di Sumy. In essa a resistere sarebbero i reparti della 92a brigata meccanizzata ucraina, che continua a difendere tenacemente la sua “istrice” da elementi di almeno 3 divisioni russe (4a divisione corazzata della guardia, 47a divisione corazzata, 2a divisione motorizzata della guardia) e della 27a brigata motorizzata della guardia. Nondimeno, le forze ucraine (reparti della 58a brigata motorizzata), che sono attestate all’altezza delle località di Romny e Pryluky, e verosimilmente rafforzate da elementi della difesa territoriale, continuano ad agire contro le lunghe linee di comunicazione di questo esteso asse d’attacco dei russi. Sono proprio queste azioni, condotte contro l’alimentazione logistica dei reparti russi che stanno operando a est di Kiev e a Brovary, a ostacolarne lo slancio offensivo e impedirne la concentrazione di forze per sferrare un’offensiva decisiva. Inoltre, le forze ucraine isolate a nord-est di Kiev (nel settore sarebbe stata identificata la 1a brigata corazzata ucraina), sono state comunque molto attive e aggressive, tanto da sferrare, nella giornata dell’11 marzo, un contrattacco con il quale hanno riunito le due sacche di Chernihiv e Nizhyn, prima di allora rimaste separate.

Settore est: riorganizzazione russa per accerchiare gli ucraini nel Donbass

Nel settore est, nell’area di Kharkiv, due unità della 1a armata carri della guardia che vi operano, la 200a brigata motorizzata e la 25a brigata motorizzata, avrebbero perso molto della loro capacità operativa a causa delle perdite subite, e sarebbero ora in una fase di riordino e di riorganizzazione con rimpiazzi costituiti da riservisti. In ogni caso, forti unità della 6a e 20a armata combinata (144a divisione corazzata e 3a divisione corazzata della guardia) hanno da tempo indirizzato i propri sforzi offensivi verso sud, al fine di conquistare Izium e Severdonetsk, cosa che provocherebbe l’accerchiamento di ben 3 brigate ucraine schierate sul fronte del Donbass: 24a, 53a e 30a brigata meccanizzata. Nella giornata del 13 marzo unità russe erano penetrate nei sobborghi di Izium, dove comunque sono ancora in corso aspri combattimenti, mentre Severdonetsk sarebbe accerchiata da tre lati. Infine, nell’area della accerchiata Mariupol, unità russe della 42a divisione motorizzata della guardia e della 150a divisione motorizzata, unitamente alla 810a brigata di fanteria di marina, combattono per continuare a stringere il cerchio attorno alla città, mentre avrebbero comunque allargato verso nord la fascia di territorio che unisce il Donbass alla Crimea, respingendo in questa direzione due brigata ucraine, la 54a brigata meccanizzata e la 56a brigata motorizzata, che non sembrano così avere più la possibilità di poter agire in soccorso della città assediata. In generale, con non meno di 12 brigate ucraine (tra le migliori) che sono ancora attestate e combattono duramente lungo la linea di contatto del Donbass, e sono ancora minacciate di accerchiamento, questo è il settore più critico, passibile di produrre i maggiori sviluppi operativi nei prossimi giorni, a condizione che i russi riescano a mantenere la capacità di mantenere e possibilmente aumentare la pressione reiterando i loro sforzi offensivi.

Settore sud: i russi a fatica verso il Dniepr

Nel settore sud, le forze russe della 58a armata sono sempre impegnate sui due assi ampiamente divergenti di Mikolayv e Zaporizhya. Sul primo di essi, le unità della 7a divisione d’assalto aereo premono ancora sul lato orientale di Mikolayv, ma si sono proiettate anche verso nord-ovest, in direzione di Voznesensk, sulla strada per Odessa, che però non hanno conquistato, e poi verso nord-est, in direzione di Kryvyi Rih. Quest’ultima direttrice condurrebbe lungo la sponda destra (ovest) del Dnepr, fino al lato occidentale del passaggio sul grande fiume all’altezza di Zaporizhya, ma fino ad ora risulta sbarrata dalla 17a brigata corazzata ucraina. La 7a divisione d’assalto aereo, da sola, non è infatti una forza sufficiente per attaccare lungo più assi, per giunta così divergenti e distanti tra loro.  Sul quadrante est, infine, a premere su Zaporizhya da sud sono pochi BTG della 42a divisione motorizzata della guardia, che nel periodo considerato non hanno fatto progressi significativi.

Aumenta l’uso dell’artiglieria e dell’aviazione

Da un punto di vista più generale, si è assistito da parte russa a un impiego crescente dell’artiglieria. Questa però, con una parte importante delle forze ucraine attestate nei centri abitati perde parte della sua efficacia, come ci hanno mostrato importanti battaglie urbane del passato, come Cassino, Ortona, Huè, Grozny ecc., e le più recenti Aleppo e Mosul. Analoga intensificazione si è vista nell’utilizzo del fuoco aereo, a riguardo del quale si è fatto un gran parlare della “mancata” supremazia aerea (concetto diverso dalla più limitata “superiorità”, avremo forse modo di precisare meglio in seguito questi concetti) non conseguita dai russi, ma questa ripetiamo, è dovuta esclusivamente al contrasto esercitato dai numerosi sistemi controaerei ucraini, peraltro quasi tutti di concezione sovietico-russa. Ciò non impedisce comunque ai russi di continuare a condurre continui attacchi d’interdizione in profondità (sempre con un ampio uso di missili balistici e da crociera che vanno a integrare le missioni aeree), anche nell’area a ovest del Dnepr, nell’ambito dei quali il pesante attacco al centro di addestramento/logistico di Yacoriv, nei pressi del confine polacco, è stato il più significativo e importante. Queste osservazioni sono così ampiamente coerenti con quanto premesso all’inizio di questo apprezzamento, nel momento in cui si è tratteggiato il fatto che le operazioni hanno ora assunto la forma di una lotta di logoramento, nella quale, come noto, la potenza di fuoco gioca un ruolo di primo piano