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PETROLIO E SANZIONI

di Melissa de Teffé, da Washington, DC – Giornalista con Master in Diplomazia presso l’ISPI, accreditata per START InSight presso il Dipartimento di Stato (USA)

WASHINGTON – Gli Stati Uniti si preparano a sferrare un colpo durissimo al trasporto aereo di Teheran. Il Segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, ha annunciato lunedì ai microfoni della CNBC che tutte le compagnie aeree iraniane saranno bloccate in tutto il mondo a partire da mercoledì 23 settembre.

La mossa di Washington punta a isolare completamente i vettori della Repubblica Islamica sfruttando il meccanismo delle sanzioni secondarie, che colpiranno direttamente qualsiasi entità internazionale offra loro supporto tecnico o commerciale all’estero.

L’avvertimento del capo del Tesoro statunitense è perentorio: «Se atterrano, non potete dar loro carburante, non potete fornire servizi di atterraggio, non potete vendere biglietti, o sarete espulsi dal sistema del dollaro».

Il braccio di ferro di “Operation Economic Outcast”

Il nuovo provvedimento non è isolato, ma va a innestarsi sul massiccio pacchetto di designazioni contro il settore dell’aviazione iraniana già varato all’inizio del mese nell’ambito della più ampia strategia di pressione economica denominata “Operation Economic Outcast”. L’obiettivo della Casa Bianca resta quello di azzerare i canali finanziari e logistici a disposizione del regime.

L’ASSE WASHINGTON-PECHINO E IL FATTORE TRUMP-XI

A rendere lo scenario ancora più rilevante sotto il profilo geopolitico sono le dichiarazioni di Bessent in merito al ruolo della Cina. Il Segretario ha riferito che i funzionari di Pechino si sono mostrati «molto coinvolti» nella campagna di pressione commerciale.

L’apertura segue un delicato faccia a faccia avvenuto la sera precedente tra Bessent e il vicepremier cinese He Lifeng. Si tratta di un dettaglio diplomatico cruciale e di forte peso politico, che giunge proprio alla vigilia dell’attesissimo incontro bilaterale tra i presidenti Donald Trump e Xi Jinping giovedì.

IL “D-DAY ECONOMICO” DI WASHINGTON E IL FATTORE GREGGIO

La cornice in cui si inserisce quest’ennesima sanzione sui cieli è “Operation Economic Outcast”, la maxioperazione lanciata lo scorso 24 agosto. Non si tratta di un provvedimento isolato, ma dell’ultimo tassello di quella che lo stesso Bessent ha definito senza giri di parole un «D-Day economico». L’obiettivo della Casa Bianca è chirurgico: prosciugare ogni singola riserva valutaria residua del regime di Teheran, stringendo il cappio attorno al petrolio, al sistema bancario e, da ultimo, al trasporto aereo.

La forza d’urto del piano risiede interamente nella logica delle sanzioni secondarie. Washington non ha bisogno di colpire direttamente il territorio iraniano: le basta minacciare l’immediata estromissione dal sistema finanziario globale in dollari di chiunque, in qualunque angolo del pianeta, continui a fare affari con la Repubblica Islamica.

LA DIPLOMAZIA DEL PETROLIO: IL PRESSING SU PECHINO

È su questo terreno che la partita incrocia inevitabilmente la Cina. Prima del conflitto, oltre il 95% del greggio esportato da Teheran prendeva la rotta dei mercati cinesi. Perfino nel 2025, in piena escalation sanzionatoria, la quota è rimasta stabilmente sopra l’80%, assorbita in gran parte dalle raffinerie indipendenti dello Shandong – le cosiddette “teapot” – attraverso transazioni a forte sconto e il supporto logistico della “flotta ombra”.

Consapevole di questo canale sotterraneo, Washington ha deciso di affiancare alla forza delle sanzioni una fitta rete diplomatica. Il bilaterale tra Bessent e il vicepremier He Lifeng, unito all’attesissima visita di Xi Jinping negli Stati Uniti nelle prossime settimane – la prima di un leader cinese in oltre un decennio –, offre alla Casa Bianca una leva politica senza precedenti.

I segnali di allentamento delle tensioni tra le due superpotenze sono tangibili: non a caso, il Presidente Donald Trump ha recentemente congelato una vendita di armi a Taiwan da 14 miliardi di dollari in seguito alle proteste di Pechino. Una mossa che conferma come sul tavolo negoziale ci siano contropartite commerciali molto più ampie del solo dossier mediorientale.

IL NODO IRRISOLTO DELLO SHANDONG: LO SCUDO NORMATIVO CINESE

Tuttavia, dietro l’ottimismo di facciata mostrato da Bessent, resta un profondo punto di attrito che rischia di far fallire l’enforcement americano. Lo scorso maggio, il Ministero del Commercio cinese ha varato un ordine esecutivo che vieta esplicitamente alle proprie aziende di riconoscere o rispettare le sanzioni dell’OFAC (l’ufficio del Tesoro USA per il controllo dei beni stranieri) contro cinque raffinerie teapot.

Rivendicando la propria sovranità normativa contro quelle che Pechino definisce «sanzioni unilaterali prive di mandato ONU», la Cina ha già gettato le basi per neutralizzare le restrizioni statunitensi. È questo il precedente che ridimensiona l’apparente cooperazione descritta dal Tesoro USA: se da un lato la diplomazia cinese si mostra aperta al dialogo, dall’altro lo Stato ha già predisposto gli scudi legali per proteggere i propri interessi energetici ed economici quando lo riterrà necessario.

L’INCROCIO DEI CALENDARI

Il tempismo di questa mossa è tutt’altro che casuale. La scadenza tassativa fissata da Bessent per il blocco globale dei voli iraniani scatta infatti mercoledì 23 settembre, lo stesso giorno in cui Xi Jinping atterrerà a Washington per la prima visita di Stato formale di un leader cinese negli Stati Uniti in oltre dieci anni.

Il faccia a faccia cruciale con Donald Trump è in agenda per giovedì 24. Sul tavolo dei negoziati non ci saranno solo i tradizionali “tre pilastri” del contenzioso bilaterale – Taiwan, tecnologia e tariffe – ma anche l’esplicita richiesta americana di un drastico taglio agli acquisti cinesi di greggio iraniano. Una pressione, quest’ultima, che il presidente statunitense sta esercitando da settimane proprio in funzione di questo vertice.

MANHATTAN: L’AGENDA SOMMERSA DI BESSENT E HE LIFENG

Dietro l’ostentato ottimismo del Segretario al Tesoro, tuttavia, i segnali emersi dal vertice preparatorio di domenica a Manhattan tra Bessent e il vicepremier He Lifeng invitano alla cautela. Secondo le ricostruzioni disponibili, i due alti funzionari hanno approfondito dossier caldi come le terre rare, l’intelligenza artificiale, i dazi doganali e la creazione di un meccanismo bilaterale di notifica per gli incidenti legati alla sicurezza nazionale nell’IA. Sul nodo iraniano, al contrario, non sarebbe stato siglato alcun impegno specifico.

Questa discrepanza rappresenta il vero punto interrogativo della vigilia: mentre Washington vincola l’esito del summit politico alle concessioni su Teheran, l’unico vero incontro tecnico già andato in porto sembra aver aggirato la questione nel merito. Sullo sfondo continua a pesare lo scudo normativo eretto da Pechino a maggio, con cui è stato vietato alle aziende cinesi di piegarsi ai diktat dell’OFAC (Office of Foreign Assets Control) sulle raffinerie teapot.

IL GRANDE BARATTO GEOPOLITICO: PETROLIO CONTRO TERRE RARE

Il vertice di giovedì chiarirà se Xi Jinping sia realmente disposto a sacrificare parte del petrolio iraniano sull’altare dell’interesse nazionale, magari in cambio di un allentamento delle restrizioni statunitensi sui semiconduttori di Taiwan o di un’intesa strategica sulle terre rare. Su questo fronte, Pechino detiene una formidabile leva negoziale: la sospensione dei controlli cinesi sulle esportazioni di terre rare scadrà il prossimo 10 novembre. (La Cina controlla oltre il 70% dell’estrazione e della raffinazione globale delle terre rare).

Nei prossimi giorni sapremo se la diplomazia del dollaro riuscirà a imporre un compromesso o se la Cina continuerà, in linea con i precedenti di maggio, a considerare le sanzioni secondarie americane come un vincolo valido per il resto del mondo, ma non per sé stessa.

LE IMPLICAZIONI PER L’EUROPA

Sul fronte specifico del trasporto aereo, la nuova stretta della Casa Bianca non produrrà alcun caos operativo immediato nei cieli europei. Il motivo risiede sul fatto che il terreno è già stato completamente sgombrato fin dall’ottobre del 2024, quando l’Unione Europea ha vietato l’accesso al proprio spazio aereo a IranAir, Mahan Air e Saha Airlines, interrompendo di fatto gli ultimi collegamenti diretti rimasti con la Repubblica Islamica. Aeroporti, società di handling e fornitori di carburante europei non hanno più, nei propri scali, velivoli iraniani da assistere.

Per l’Europa, l’impatto di questa mossa non è dunque logistico, ma squisitamente politico e normativo. Il provvedimento di Washington consolida un precedente pesantissimo: l’utilizzo del sistema finanziario del dollaro come un’arma globale per punire chiunque, in qualsiasi angolo del pianeta, presti assistenza a un’entità sanzionata. Il messaggio della Casa Bianca è chiaro: chiunque utilizzi il dollaro per i propri scambi commerciali deve piegarsi alle leggi americane, pena l’esclusione dai mercati mondiali.

Si tratta dello stesso meccanismo punitivo che nel 2014 colpì il colosso bancario francese BNP Paribas, condannato dagli USA a una maximulta da 8,9 miliardi di dollari e al blocco temporaneo delle transazioni in valuta americana per aver semplicemente autorizzato pagamenti in dollari legati a paesi sotto embargo, tra cui proprio l’Iran. Quella storica sanzione finanziaria oggi si sposta dalle banche alla logistica reale: l’escalation sui cieli dimostra nei fatti la pervasività di un’operazione che fin dal suo debutto ad agosto prende di mira l’intera catena di trasporto e fornitura globale. Il recente caso della raffineria francese La Nivernaise de Raffinage, colpita dai provvedimenti statunitensi a inizio settembre, rappresenta il primo, durissimo segnale che la macchina sanzionatoria americana è già a pieno regime e non intende fare sconti all’industria europea. (Il 24 agosto 2026, nell’ambito dell’Operation Economic Outcast, l’OFAC ha imposto sanzioni secondarie alla raffineria francese La Nivernaise de Raffinage SAS. Secondo il Tesoro statunitense, la società madre Wellbred Trading SA, con sede in Svizzera, è riconducibile al magnate petrolifero Hossein Shamkhani, associato dalle autorità americane a una rete di commercio illecito di petrolio iraniano. Le misure isolano così l’azienda dai mercati e dal sistema bancario internazionale.)

FONTI

State Department — quadro delle sanzioni USA in vigore

 State Department, settembre 2026 — comunicato su Operation Economic Outcast

 OFAC — architettura giuridica del programma sanzionatorio

 OFAC — elenco aggiornato delle designazioni

 OFAC, 4 settembre 2026 — designazione delle tre banche turche Golden Global

 Skadden, settembre 2026 — nuove misure sanzionatorie

 Skadden, settembre 2025 — meccanismo di snapback ONU

 Orrick, settembre 2026 — dettaglio di Operation Economic Outcast

 Paul Hastings — licenze generali sospese e nuovi settori colpiti

 Debevoise & Plimpton, novembre 2025 — ripristino delle sanzioni ONU, UE e UK

 Steptoe — rilancio della Maximum Pressure a inizio secondo mandato

 CFR — cronologia dello scontro USA-Iran

 CFR — la risposta divisa dei paesi europei

 NPR, 28 febbraio 2026 — uccisione di Khamenei negli attacchi USA-Israele

 Newsweek — dipendenza cinese dal petrolio iraniano e leva del vertice Trump-Xi

 Bloomberg, 15 settembre 2026 — annuncio dell’incontro Bessent-He Lifeng

 CBS News, 21 settembre 2026 — esito del colloquio Bessent-He Lifeng

 U.S. News, 20 settembre 2026 — agenda dei colloqui su AI, tariffe e terre rare

 CNN, 13 novembre 2023 — precedenti visite di Xi negli USA (Mar-a-Lago 2017, APEC San Francisco 2023)

https://www.state.gov/iran-sanctions

https://www.state.gov/releases/office-of-the-spokesperson/2026/09/u-s-sanctions-dismantle-the-iranian-regimes-revenue-streams

US Government Announces New Iran Sanctions Measures | Insights | Skadden, Arps, Slate, Meagher & Flom LLP

https://www.npr.org/2026/02/28/nx-s1-5730158/israel-iran-strikes-trump-us

https://www.newsweek.com/trump-iran-war-sanctions-china-xi-12362333

https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-15/bessent-says-he-ll-meet-with-chinese-counterpart-this-weekend

https://www.cbsnews.com/news/scott-bessent-meeting-china-he-lifeng-ahead-trump-xi-summit/

https://www.usnews.com/news/top-news/articles/2026-09-20/us-treasurys-bessent-chinas-he-to-launch-talks-on-ai-trade-critical-minerals

https://www.cnn.com/2023/11/13/asia/china-us-xi-visit-history-intl-hnk

https://www.cfr.org/global-conflict-tracker/conflict/confrontation-between-united-states-and-iran

https://www.cfr.org/articles/europes-disjointed-response-to-the-u-s-israeli-war-with-iran




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