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Pubblicità, politica e supereroi: l’America sempre un passo avanti

di Melissa de Teffé da Washington, DC – Giornalista con Master in Diplomazia presso l’ISPI, esperta di politica statunitense, accreditata per START InSight presso il Dipartimento di Stato (US)

Anche questa volta gli Stati Uniti fanno da apriporta con umorismo, sarcasmo e tante verità nella nuova campagna elettorale per il posto di sindaco di Los Angeles che non solo rivoluzionerà il mondo delle campagne elettorali ma che per noi europei rappresenta, al di là dell’AI, l’America che abbiamo sempre conosciuto e ammirato.

Spencer Pratt, attore televisivo nella serie di reality The Hills, sposato con una cantante con la quale ha avuto due figli, viveva a Palisades, il noto sobborgo di Los Angeles devastato completamente dall’incendio del 2025.

Pratt rivela di non aver mai voluto fare il sindaco, ma di essersi candidato perché nessun altro con esperienza si è fatto avanti per sfidare Karen Bass. Il suo mantra è quello di voler ricostruire Los Angeles per i suoi figli, trasformandola in una città migliore e più sicura, libera dalla droga e dalla quantità di senza tetto che hanno reso diverse zone infrequentabili e poco sane. Sogna di trasformarla in una città bella, sicura, pulita. Pratt sottolinea che le sue idee non hanno partito ma si basano sul buon senso. Infatti, ha ottenuto il sostegno di molti elettori sia democratici che indipendenti. Il suo messaggio è locale, scevro da paragoni con altri stati o città o allineato a politiche e ideologie nazionali. Facendo un parallelismo ironico con New York, promette che sotto la sua guida la metropolitana non sarà gratuita (free) ma sicuramente libera dal degrado e dalla criminalità. Los Angeles ha lo status di “città santuario” che per legge vieta la collaborazione diretta con l’ICE e dà rifugio a immigrati illegali, ma Pratt assicura che combatterà duramente i criminali più pericolosi per toglierli dalle strade. Dichiara inoltre di voler collaborare attivamente con agenzie federali come l’FBI, la DEA e il CDC per ripulire le strade dallo spaccio di fentanyl e dalle emergenze sanitarie.

La crisi dei senzatetto

Sotto la guida di Karen Bass, la crisi dei senzatetto a Los Angeles è rimasta un punto critico fortemente contestato. Nonostante il lancio di programmi ad alto budget come Inside Safe, i critici accusano l’amministrazione di aver sprecato miliardi di dollari dei contribuenti per un numero irrisorio di sistemazioni definitive. I detrattori evidenziano la mancanza di sicurezza all’interno delle strutture stesse, dove spesso vengono fatti convivere senza adeguati servizi di supporto madri single, veterani e persone con precedenti penali, trasformando i rifugi in zone franche pericolose sia per chi ci vive dentro sia per i quartieri circostanti. Secondo l’ultimo censimento ufficiale della Los Angeles Homeless Services Authority (LAHSA):

  • 43.695 persone vivono in stato di totale indigenza all’interno dei soli confini della City of Los Angeles. Sebbene i dati di LAHSA mostrino una leggera flessione percentuale rispetto agli anni passati, il numero di persone che vivono in auto, tende o ripari di fortuna sui marciapiedi rimane tra i più alti degli Stati Uniti.

Le cifre del “fallimento” di Inside Safe

Il programma Inside Safe, lanciato a fine 2022 con l’obiettivo di ripulire gli accampamenti e spostare le persone in alloggi temporanei (principalmente motel), è finito al centro di dure polemiche finanziarie e strutturali. Ma il tasso di ritorno in strada è del 40%. Un’analisi dettagliata pubblicata dal Los Angeles Times ha rivelato che circa 2.300 persone su 5.800 assistite sono ritornate a vivere per strada a causa della mancanza di tutele, sicurezza e alloggi permanenti. La spesa totale: oltre 300 milioni di dollari dal suo avvio. Il costo è per una singola stanza è esorbitante, secondo un rapporto del City Administrative Officer; mantenere un singolo senzatetto in una stanza di motel convenzionata costa ai contribuenti una media di 82.421 dollari all’anno (circa 226 dollari a notte). Altre stime diffuse durante i dibattiti elettorali calcolano che il costo complessivo per persona assistita (inclusi i servizi sociali fallimentari) vanta cifre ancora superiori, denunciate in termini di sprechi anche dal New York Post.

Il piano originario prevedeva lo spostamento in alloggi permanenti entro un massimo di 6 mesi. I dati attuali mostrano invece che il tempo medio di permanenza nei motel “temporanei” è schizzato a ben 362 giorni. A fronte di centinaia di milioni spesi complessivamente ogni anno, appena il 10% dei fondi si traduce in un effettivo ricollocamento stabile e permanente dei senzatetto, lasciando il restante 90% bloccato in una gestione burocratica e assistenziale d’emergenza.

Fentanyl e crisi sanitaria

La gestione della sicurezza pubblica e della crisi degli oppioidi è considerata uno dei fallimenti più evidenti. Gli oppositori sottolineano come le risorse delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco siano totalmente assorbite dall’enorme mole di chiamate legate alle overdosi da super-meth e fentanyl, ampiamente documentate nei report territoriali del Los Angeles Times, con il risultato di tempi di risposta al 911 drasticamente dilatati per i normali cittadini.

L’amministrazione Bass viene accusata di adottare un approccio esclusivamente focalizzato sull’aumento dei posti letto, ignorando la necessità di trattamenti medici obbligatori per una popolazione di strada e drogata. I dati epidemiologici del Los Angeles County Department of Public Health confermano l’impatto letale delle sostanze stupefacenti, e le linee guida della Drug Enforcement Administration (DEA) indicano come circa il 90% della popolazione tossicodipendente sul territorio necessiti di cure sanitarie urgenti e coattive, e non di semplice assistenza abitativa.

Screenshot da un documentario di PBS sulla crisi del fentanyl a Los Angeles

Il “caso Ghana” e la gestione delle emergenze

Ma la critica più dura rivolta alla sindaca Karen Bass riguarda la sua assenza fisica durante lo scoppio dei devastanti incendi Palisades Fire ed Eaton Fire del gennaio 2025. Mentre la città affrontava uno dei roghi più distruttivi della sua storia, Karen Bass si trovava in Ghana per una missione diplomatica presidenziale. Come riportato dal Los Angeles Times, la sindaca partecipava a un ricevimento ufficiale mentre scattavano le evacuazioni.

All’epoca dei fatti, il ruolo istituzionale di Sindaco Facente Funzioni venne assunto dal Presidente del Consiglio Comunale Marqueece Harris-Dawson. Tuttavia, sul piano operativo della sicurezza, emerse un enorme scandalo legato al braccio destro di Bass, il Vicesindaco alla Sicurezza Pubblica Brian Williams. Poche settimane prima dell’incendio, Williams era stato messo in congedo d’urgenza poiché indagato dall’FBI per aver inventato e simulato una minaccia bomba contro il Municipio di Los Angeles usando una app sul suo telefono, al fine di evitare una riunione di lavoro stressante. Di conseguenza, nel momento di massima emergenza, il dipartimento chiave di coordinamento era decapitato. Inoltre, come svelato da inchieste giornalistiche riprese da  YouTube, l’amministrazione è stata accusata di aver fatto pressioni per modificare i report ufficiali dei vigili del fuoco per nascondere i difetti organizzativi.

I dati e i numeri del fallimento della ricostruzione

A distanza di oltre un anno dal disastro, i dati analizzati da testate internazionali come The Guardian rivelano una realtà drammatica: a fronte di oltre 4.000 case completamente distrutte nella sola area residenziale di Pacific Palisades, appena 10 abitazioni sono state effettivamente ricostruite e completate a causa delle lungaggini burocratiche dei permessi comunali e della crisi dei risarcimenti assicurativi. Sul fronte della pulizia iniziale dei detriti tossici, i portali dello Stato su CA.gov certificano la rimozione delle macerie su oltre 9.000 lotti idonei, ma la realtà sul campo tracciata dai servizi di NBC Los Angeles / YouTube evidenzia una forte preoccupazione sociale: con la fine dei sussidi temporanei, circa 300 lotti vuoti sono stati messi in vendita dai vecchi proprietari impossibilitati a ricostruire, alimentando il rischio di speculazioni edilizie.

L’arrivo quindi di Pratt come candidato sindaco viene percepito dai sostenitori come una ventata d’aria fresca che vuole ristabilire ordine, pulizia, case ai residenti e affrontare il grave problema dei tossicodipendenti e dei senzatetto che occupano la città rendendola insicura.

Il fenomeno virale dell’AI generativa

Ma a rendere davvero popolare la candidatura di Pratt è stato un primo video, seguito poi da altri, ideato e orchestrato da Charles Curran, regista specializzato in contenuti satirici iper-virali realizzati con l’Intelligenza Artificiale e noto online per i suoi meme digitali da decine di milioni di visualizzazioni. Non appena ha visto il video in cui Spencer Pratt annunciava di volersi candidare a sindaco, Curran ha colto l’attimo: un personaggio iconico dei reality (il celebre “cattivo” di The Hills) che si trasformava in un candidato furioso contro l’establishment democratico era il materiale perfetto per un esperimento di cultura pop di massa.

La satira di Curran ha funzionato perché ha toccato un nervo scoperto dei cittadini. Rappresentare il sindaco Karen Bass nelle vesti di Joker  (Spencer Pratt – A.I. Batman Campaign Ad for L.A. Mayor 202 #lamayor #queenamaya #politics)

che ride davanti ai problemi — con estratti video ripresi da network televisivi come la NBC News, CBS News — o raffigurare il governatore Gavin Newsom nei panni di un Luigi XVI (il riferimento a Maria Antonietta è ovvio) che offre donne a transessuali mentre la città brucia, costituisce una metafora visiva spietata ma efficace del presunto distacco della classe politica attuale dai problemi reali dei cittadini. Il fenomeno ha assunto una tale rilevanza nazionale da spingere testate di primo piano come The Hill a monitorarne l’impatto sul voto, mentre case di produzione cinematografiche importanti hanno già avviato lo sviluppo di progetti legati a questa corsa elettorale, come confermato da The Hollywood Reporter.

In questo cortocircuito perfetto tra finzione digitale e cruda realtà, la corsa alla poltrona di Los Angeles smette di essere una noiosa sequenza di comizi per trasformarsi in un vero blockbuster hollywoodiano.

La provocazione visiva di Curran e la discesa in campo di Pratt non sono solo fenomeni passeggeri da scorrere sullo schermo di uno smartphone, ma il manifesto di un nuovo modo di fare propaganda. Nel frattempo, l’America ci dimostra ancora una volta la sua straordinaria capacità di fare qualsiasi cosa, quando decide davvero di farla . Ecco che questa volta la politica diventa narrazione cinematografica, dove persino i supereroi della porta accanto viaggiano a colpi di algoritmo e intelligenza artificiale.

Qui un altro video in spagnolo: Spencer, Saca La Basura!




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