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Il jiadismo femminile in Africa. Il ruolo delle donne all’interno di Boko Haram e al-Shabaab. Il nuovo libro di Marco Cochi

Mentre in cinque regioni dell’Africa il jihadismo continua a espandersi, anche le donne sono coinvolte nell’insorgenza di alcuni gruppi militanti islamici. Tra i più attivi e pericolosi nel continente africano, i due che arruolano tra le loro fila il maggior numero di donne sono Boko Haram e al-Shabaab. In queste due famigerate formazioni jihadiste, l'utilizzo delle donne appare strategico, sebbene la partecipazione alle azioni violente non sia il loro ruolo primario.

Tuttavia, anche se non direttamente impegnate sul campo di battaglia, le donne svolgono ruoli determinanti per il supporto del gruppo, come quello di spia e addetta al reclutamento, oppure mansioni più pratiche come quella di cuoca o lavandaia, che per la sopravvivenza di un’organizzazione sono comunque importanti. Molte di esse hanno abbracciato l’ideologia salafita per ragioni indirette come la manipolazione, la sottomissione oppure la disinformazione, ma ci sono anche donne che hanno compiuto la scelta di aderire all’estremismo islamico attivamente, spinte dall’indottrinamento religioso e dal desiderio di un impegno armato.

Marco Cochi, Analista Osservatorio ReaCT

Titolo: Il jiadismo femminile in Africa. Il ruolo delle donne all’interno di Boko Haram e al-Shabaab
Autore: Marco Cochi
Pubblicazione: Saggio/Analisi
Collana: InSight
Formato: 14×21, brossura, 62 pagine
Editore: START InSight
Anno di edizione: 2021
Distribuzione: gratuita formato Pdf ed EPubb
Distribuzione hard copy: info@startinsight.eu

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Introduzione

PARTE PRIMA: Le donne di Boko Haram
L’arruolamento femminile ai primordi del gruppo
La difficoltà di reinserimento sociale
Il variegato destino delle ragazze di Chibok
Lea Sharibu, la ragazzina che non si è convertita all’islam
I talebani africani
La metamorfosi dopo la scomparsa di Yusuf
La prima wilaya dell’ISIS in Africa occidentale
Le faide interne all’ISWAP
Conclusioni

PARTE SECONDA: Le spose di al-Shabaab
Le donne parte integrante nell’insorgenza in Kenya e Somalia
Le motivazioni politiche e ideologiche
La vedova dell’imam della moschea di Masjid Musa
«World’s Most Wanted»
La conversione all’islam
La fuga in Somalia
Il movimento dei giovani combattenti
Escalation di attentati
Conclusioni

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