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TRUMP E IL DISCORSO DI WESTPOINT: lo scudo stellare, il delatore dell’FBI e le accuse a Biden

di Melissa de Teffè, dagli Stati Uniti – giornalista con Master in Diplomazia presso l’ISPI, esperta di politica statunitense, accreditata per START InSight presso il Dipartimento di Stato (US).

Il 24 maggio 2025, durante il discorso di laurea all’Accademia Militare di West Point, Donald Trump ha suscitato polemiche politicizzando l’evento, un momento tradizionalmente dedicato a celebrare i cadetti e il loro impegno nel voler servire il loto paese. Il presidente non si è fatto sfuggire questa occasione per sottolineare le politiche sia interne che estere della sua amministrazione, criticando dalle politiche progressiste e, in particolare, i programmi di diversità, equità e inclusione (DEI), e riguardo a quelle estere non si è sottratto dal criticare la Nato e le guerre ancora in atto.

Interessante invece è stata la sua chiara definizione del ruolo delle Forze Armate, dichiarando: “Il compito delle forze armate degli Stati Uniti non è quello di ospitare spettacoli di “drag”, di trasformare culture straniere o diffondere la democrazia per il mondo con la punta di una pistola. Il compito dell’esercito è dominare ogni nemico e annientare ogni minaccia per l’America — ovunque, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo.” Queste parole hanno ovviamente suscitato reazioni di ogni tipo, sulla “mission” e sul ruolo dell’esercito. Chi si è offeso per i riferimenti di politica nel quadro della cerimonia, ritenendo questa scelta di poco buon gusto essendo un evento dedicato ai cadetti; chi invece lo difende per aver dato all’esercito connotazioni eguali alle sue origini. Trump, tuttavia, ha ripetutamente enfatizzato che il compito primario delle forze armate è proteggere gli Stati Uniti da minacce globali, senza farsi coinvolgere o distrarre da questioni ideologiche.

I punti salienti del discorso di Trump:

Trump evita le promozioni per la diversità, l’inclusione e l’equità
Trump non ha risparmiato critiche giustificando la sua visione del “America First” in termini di come l’esercito degli Stati Uniti dovrebbe operare, sia a casa che all’estero. Ha anche parlato delle “politiche divisive e denigratorie” all’interno dell’accademia, causate dai programmi di diversità, equità e inclusione  (DEI – Diversity, Equality Inclusion) e ha ordinato l’abolizione di  questi corsi, perchè nocivi all’ambiente accademico. (Non ha fatto altro che reiterare quanto già ordinato a tutte le università).

Il “Golden Dome”: Difesa Missilistica Avanzata

Nel voler sottolineare l’importanza di proteggere gli Stati Uniti da minacce esterne, il presidente ha riproposto l’implementazione di un sistema di difesa missilistica avanzato chiamato “Golden Dome”.  Progetto ambizioso, ideato già ai tempi di Reagan, servirebbe per proteggere gli Stati Uniti da attacchi missilistici, inclusi missili balistici, ipersonici e droni. Ispirato al sistema israeliano Iron Dome, il “Golden Dome” prevede l’uso di una rete di satelliti e intercettori spaziali per rilevare e distruggere le minacce prima che raggiungano il suolo statunitense. Il costo stimato del progetto è di circa 175 miliardi di dollari, con l’obiettivo di completarlo entro la fine del mandato di Trump nel 2029.

“Difendiamo la democrazia”

Durante il suo discorso, Trump ha anche parlato del valore della democrazia, ma ha enfatizzato che gli Stati Uniti non dovrebbero più diffondere la democrazia a tutti i costi e che il compito delle forze armate è esclusivamente quello di difendere il paese da ogni minaccia.

Trump vuole una celebrazione della vittoria dell’America
 Il presidente ha lamentato il fatto che tutte le nazioni europee hanno inserito nei loro calendari un giorno dove si celebra la vittoria conseguita nella Seconda Guerra mondiale, mentre gli Stati Uniti dovrebbero celebrare adeguatamente tutti i loro successi e che vorrebbe istituire un USA V-Day.

Politiche di difesa e isolamento
Trump ha espresso un approccio sempre più isolazionista rispetto ai suoi predecessori, dicendo che le missioni militari degli Stati Uniti non dovrebbero riguardare la costruzione di nazioni in terre lontane che non ci vogliono. Ha fatto un appello per la pace e la partnership con altri paesi, ma ha affermato che l’America dovrebbe difendere i propri interessi prima di tutto.

Un accenno alla guerra Ucraina-Russia
La guerra tra Ucraina e Russia, è stata solo brevemente citata. Tasto dolente per Trump che da quando è entrato alla Casa Bianca ad oggi non ha ottenuto alcun risultato. D’altra parte si sà che in politica si promettere solo ciò per cui si è certi di ottenere altrimenti è come scavarsi la propria fossa. Trump ha parlato brevemente del suo recente colloquio con Vladimir Putin e ha detto che i colloqui di pace sarebbero iniziati immediatamente.

Immigrazione e sicurezza: il Caso di Boulder

Durante il suo discorso, Trump ha anche affrontato il tema dell’immigrazione, criticando le politiche migratorie dell’amministrazione precedente e non ha dovuto aspettare molto dal 24 maggio per rafforzare le sue posizioni visto l’attacco terroristico avvenuto a Boulder, Colorado, il 1° giugno, in cui Mohamed Sabry Soliman, un cittadino egiziano che con un visto di soggiorno B2 scaduto, ha lanciato delle bombe “molotov” auto-costruite e fatto uso di un lanciafiamme durante una tranquilla manifestazione pro-Israele, ferendo 12 persone, di cui una gravemente. Secondo l’FBI, Soliman aveva pianificato l’attacco da più di un anno e, ha dichiarato di voler “uccidere tutti gli ebrei”. Preso l’attentatore, anche tutta la sua famiglia è stata arrestata con l’intento di espellerla a breve.

Il delatore del FBI e il senatore Hawley

Mentre Trump ha i suoi problemi da risolvere, il senatore Josh Hawley ha recentemente fatto un’affermazione sensazionale, sostenendo che l’ex presidente Joe Biden, durante la sua presidenza, a volte “si perdeva nel suo stesso armadio” all’interno della Casa Bianca. Parlando con Fox News, il senatore ha affermato che il racconto proveniva da un agente dei servizi segreti non identificato, assegnato personalmente a Biden. “Mi ha detto che Biden, la mattina, si perdeva nel suo armadio. Voglio dire, il tipo non riusciva a uscire dal suo stesso armadio. Questa è una cosa scandalosa. Ci hanno mentito”. L’accusa di Hawley ha alimentato le indagini in corso al Congresso sulla capacità mentale di Biden e sull’estensione in cui egli esercitava personalmente il potere esecutivo durante il suo mandato. I più stretti collaboratori di Biden hanno respinto tali accuse, affermando che Biden era pienamente in grado di prendere decisioni importanti. Una delle indagini principali è guidata dal presidente del Comitato per la Supervisione della Camera, James Comer, che sta esaminando se lo staff dell’allora presidente degli Stati Uniti abbia utilizzato la macchina per apporre la firma del presidente meccanicamente, l’autopen, inclusi gli 8000 perdoni presidenziali, senza però il coinvolgimento diretto di Biden.

Comer ha sollevato anche dubbi sul ruolo del dottor Kevin O’Connor, il medico della Casa Bianca durante la presidenza di Biden. Ha messo in dubbio se i rapporti pubblici seguenti ai controlli di routine di Biden fossero stati completamente trasparenti o se fossero stati omessi dettagli cruciali sulla condizione dell’ex presidente. Il Dipartimento di Giustizia ha avviato un’indagine sulla correttezza nell’esecuzione dei perdoni presidenziali soprattutto quelli firmati negli ultimi giorni in carica. La notizia, riportata da Reuters, afferma che l’inchiesta esaminerà se Biden fosse competente o se altri stessero approfittando di lui tramite l’uso dell’autopen o altri mezzi, secondo una mail inviata dall’avvocato per i perdoni del Dipartimento di Giustizia, Ed Martin. Secondo la Costituzione degli Stati Uniti, il Presidente non ha l’autorità di annullare i perdoni del suo predecessore, in base al tipo di firma. Bernadette Meyler, professoressa di Diritto Costituzionale alla Stanford Law School afferma che:“La Costituzione non richiede nemmeno che il perdono sia scritto, quindi l’idea che la firma sia apposta tramite autopen anziché con una firma manoscritta non sembra rilevante per la costituzionalità, poiché l’Articolo II stabilisce semplicemente che il Presidente ha il potere di concedere il perdono,”

L’autopen è una firma elettronica che consente di firmare un documento senza essere fisicamente presenti. La firma replica quella manoscritta, ma viene eseguita da un computer. Secondo gli esperti, un numero considerevole di atti legislativi e altri documenti sono stati firmati tramite autopen. Ad esempio, l’ex Presidente Barack Obama firmò una misura di sicurezza nazionale tramite autopen mentre si trovava in Francia.

Ma Trump persiste e dice:”Penso che l’autopen diverrà uno degli scandali più noti di tutti i tempi”.

Biden, fino all’ultimo giorno come presidente, ha emesso numerosi perdoni, inclusi perdoni preventivi per membri della sua famiglia come il fratello James e il figlio Hunter, e che risalgono fino al 2014. Il Dipartimento di Giustizia si concentrerà su questi perdoni e sulla clemenza concessa ad alcuni detenuti nel braccio della morte.

“Gli americani hanno visto con i propri occhi un presidente mentalmente incompetente e vogliono delle risposte”, ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ai giornalisti martedì, quando le è stato chiesto dell’indagine.